È un’arma accademica (nata cioè per l’insegnamento della scherma) e si compone di due parti: la lama e la guardia.
La lama è solitamente lunga 90 cm (ma è disponibile anche da 85 cm per i bambini, oltre a lame da 88 cm reperibili in commercio) ed è divisa in gradi: forte, medio e debole, terminando con un bottone.
La guardia (ovvero la parte iniziale dell’arma) può montare diverse impugnature: italiana, francese o anatomica. La differenza tra i vari tipi di impugnatura risiede nel diverso modo di impostare la mano, che imprime allo schermitore un differente stile di combattimento.
A oggi, l’impugnatura italiana non è più utilizzata; era composta da coccia, cuscinetto, ricasso, archetti di unione, manico e pomolo. Anche l’impugnatura francese è ormai poco utilizzata: presenta la coccia e un manico diritto, leggermente incurvato verso l’esterno della guardia dello schermitore. L’impugnatura di gran lunga più usata è quella anatomica (ideata da un Maestro di Vercelli, Francesco Visconti).
Il bersaglio del fioretto è costituito da un giubbetto conduttivo (comunemente, ma impropriamente, detto “giubbetto elettrico”) che ricopre l’intera zona del tronco: torace, addome, fianchi e schiena. Da agosto 2008, grazie a una modifica della maschera, comprende anche la zona al di sotto del mento (la gorgiera). Tutte le altre zone del corpo sono coperte dalla sola divisa bianca in tessuto elastico e costituiscono bersaglio non valido. Questa limitazione del bersaglio è un retaggio delle origini della disciplina: nascendo infatti come arma di addestramento, il fioretto serviva a esercitare l’allievo a colpire esclusivamente le parti vitali dell’avversario.
Il giubbetto conduttivo e il fioretto sono collegati tramite un cavo a un apparecchio che segnala, con un suono e luci di diverso colore (solitamente rosso o verde per il bersaglio valido, giallo o bianco per il bersaglio non valido), l’impatto della punta del fioretto sull’avversario. Il cavo conduttore viene infilato all’interno della divisa dello schermitore facendo passare la linea attraverso la manica della mano armata: per questo motivo è detto “passante”. In base al colore della luce, l’arbitro stabilisce se lo schermitore ha messo a segno la stoccata su un bersaglio valido o non valido.
Il fioretto, insieme alla sciabola, è definito “arma convenzionale”, ovvero un’arma disciplinata da una regola di priorità per l’assegnazione del punto. Per vedersi assegnata la stoccata (o “botta”, in gergo schermistico), l’atleta non deve solo colpire un bersaglio valido, ma deve farlo avendo iniziato l’attacco prima del proprio avversario. Chi si trova in difesa, o non ha la priorità dell’attacco, per mettere a segno una stoccata valida dovrà prima parare l’attacco dell’avversario e rispondere, oppure farlo andare a vuoto portando fuori la sua arma.
Il fioretto è una specialità olimpica.
